Quando la mente diventa uno “specchio deformante”

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Quando la mente diventa uno “specchio deformante”

Nella nostra società, si tende a dare eccessiva importanza all’aspetto fisico, quasi fosse il fulcro della nostra vita! Così, aumenta il numero di persone colpite da disturbi dell’alimentazione, che inizialmente sembravano colpire solo l’universo femminile.

Fino a poco tempo fa si conoscevano solo anoressia nervosa e bulimia, in realtà i disturbi del comportamento alimentare si esprimono anche con altri sintomi. Ad esempio un disturbo, diffuso prevalentemente fra i maschi, è definito bigoressia o vigoressia nervosa. Questa malattia è stata descritta inizialmente con il termine di “anoressia inversa”. Questo perché l’anoressico si vede grasso nonostante la sua fisicità minima, mentre il vigoressico si vede esile nonostante la sua prestanza fisica. Alla base ci sono spesso un senso di inadeguatezza e la paura di fallire.


La vigoressia può essere definita come una vera e propria patologia psichiatrica. Pensate che la persona vive un’insoddisfazione forte e permanente inerente al proprio corpo, ha una costante paura di perdere i propri muscoli e il proprio stato di perfetta forma. A queste convinzioni seguono delle condotte autopunitive, come ad esempio il sottoporsi ad allenamenti estenuanti (sacrificando anche importanti impegni sociali) e il seguire delle diete molto rigide. Spesso a questi comportamenti si associa l’uso ed abuso di integratori alimentari, e nei casi più estremi di ormoni anabolizzanti. Altro sintomo della vigoressia è il progressivo disinteresse nei confronti dei rapporti affettivi e del sesso femminile pur avendo un orientamento eterosessuale.

Le conseguenze di questa malattia si possono manifestare sia sul piano psicologico che su quello fisico, come ad esempio, problemi inerenti il metabolismo, disturbi depressivi, gravi malattie cardiache. Purtroppo l’incidenza della “vigoressia” è destinata ad aumentare sia per il crescente condizionamento dei media che per il ritardo con cui i vigoressici riconoscono di essere malati e di dover curarsi. Si presume che il 5% dei maschi che praticano il sollevamento pesi soffrano di questa patologia.

Purtroppo la nostra mente a volte si comporta proprio come uno spietato “specchio deformante”.

Chiara Marchionni