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Voglio raccontarvi una storia…

Si racconta che in pieno medioevo, al tempo delle compagnie di ventura, un comandante di un piccolo esercito assoldato per difendere una città, decidesse di attaccare battaglia pur sapendo di contare su uno sparuto numero di soldati malamente equipaggiati e poco pagati.
Tanto il comandante era sicuro della vittoria, quanto i suoi uomini erano invece scoraggiati: sapevano di dover affrontare un nemico ben più numeroso.

Mentre si avviavano verso il campo di battaglia dove sarebbe avvenuto lo scontro, il capitano si fermò nei pressi di una chiesetta abbandonata per pregare. Tutti i comandanti che credono in Dio cercano di propiziarselo prima della battaglia. Uscito dopo pochi minuti dalla chiesetta, ai suoi soldati che avevano atteso fuori, disse: “Mentre pregavo ho avuto una visione: mi è apparso San Giorgio con la spada in mano e l’armatura splendente; lui combatterà con noi a nostro fianco. Ora getterò in alto una moneta e se uscirà per tre volte di seguito “testa”, è segno sicuro che vinceremo”.

Così dicendo trasse di tasca una moneta, la gettò in aria, quando toccò terra tutti si avvicinarono per guardare se fosse “testa” o “croce”.
Era testa. E così per tre volte di seguito.
Tutti acclamarono con gioia “Urrà, la vittoria sarà nostra!!”, più volte ripetuto, tanto che si diffuse anche tra le truppe, infondendo in tutti coraggio ed entusiasmo. La vittoria era sicura.

I soldati erano così desiderosi di combattere e l’impeto dell’attacco in campo aperto fu talmente vigoroso e determinato, che sfondarono le linee nemiche in più punti.
L’esercito nemico diviso in più sacche non fu in grado di opporre una valida difesa, gli ordini arrivavano in maniera contraddittoria, la confusione impediva loro di riorganizzarsi… l’esercito nemico si vide perduto e pur essendo in numero ben superiore, si diede ad una fuga precipitosa.

Qualche giorno dopo, commentando con i suoi ufficiali l’esito della battaglia, ad uno di loro che elogiava la sua strategia militare e la sicurezza con cui aveva affrontato la battaglia, il comandante rispose: “Ero sicuro della vittoria. Quindi noi dovevamo vincere! Anche i soldati erano sicuri della vittoria finale”.
Il comandante così dicendo estrasse di tasca la moneta: la mostrò agli ufficiali del suo esercito: la moneta aveva testa su entrambe le facce!

La morale di questa storia può farci riflettere… anche sui nostri obiettivi e sui nostri traguardi.
Mi piace ricordare una famosa frase di Henry Ford: “Sia che tu pensi di farcela o di non farcela, avrai comunque ragione”.
Se ci guardiamo intorno, il mondo è pieno di persone che pur avendo meno capacità o meno possibilità di altri, (l’esercito modesto contro quello più numeroso e ricco) raggiungono i propri obbiettivi, guidati dalla profonda convinzione di potercela fare.

Buonanotte!

Chiara Marchionni