Il Buono, (il Brutto) e… il Cattivo!

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Il Buono, (il Brutto) e… il Cattivo!

Il colesterolo è una sostanza fondamentale per il nostro organismo. Il colesterolo è presente in tutti i tessuti e in maggior quantità nel cervello, nella bile e nel sangue. Dato che è scarsamente idrosolubile, nel sangue viaggia legato a particolari proteine. L’unione del colesterolo con queste proteine (lipoproteine) forma dei complessi definiti: VLDL, LDL e HDL; che sono appunto le sigle che trovate scritte quando fate gli esami del sangue per misurare la colesterolemia. Le LDL distribuiscono il colesterolo che serve alle cellule, nel frattempo purtroppo tendono a liberare il colesterolo favorendo la formazione della placca che ostruisce le arterie; viceversa le lipoproteine ad alta densità (HDL) rimuovono il colesterolo dalle arterie e lo riportano al fegato.
Le LDL piccole e dense (“small-dens”), meno ricche in colesterolo, sono le più dannose perché sono più suscettibili all’ossidazione e rimangono più a lungo in circolo.

Solo nel sangue il colesterolo è LDL o HDL, in base al legame con lipoproteine diverse, invece quello assunto con i cibi viene assorbito come colesterolo “e basta”, grazie all’azione della bile. Quindi il colesterolo che mangiate è sempre uguale, non è “buono o cattivo”, è neutro!
Il colesterolo non è il fattore di rischio più importante, è pericoloso se è associato ad altri fattori di rischio che sono i veri killer del cuore come il fumo, l’ipertensione, il sovrappeso, la sedentarietà e altri indicatori “dell’infiammazione”, come la proteina C reattiva o l’omocisteina, che si stanno valutando ultimamente negli studi scientifici. La formazione della placca inizia infatti con un processo infiammatorio sulla parete interna delle arterie che richiama i linfociti, che a loro volta fissano colesterolo e altre sostanze che formano la placca. Solo il 20% del colesterolo proviene dall’alimentazione, mentre l’80% è prodotto dal nostro fegato.

È inutile ridurre drasticamente il colesterolo nella propria alimentazione, perché questo favorirebbe la maggiore produzione di colesterolo da parte del fegato! Invece è fondamentale evitare l’assunzione dei grassi definiti trans (margarine, gelati, dolci e altri prodotti industriali) ed evitare di avere un’alimentazione ipercalorica.

Last but not least: il ruolo dell’attività fisica, che aumenta la frazione di colesterolo buono! (non riduce quello totale , riduce l’indice di rischio cardiovascolare). L’attività fisica deve essere aerobica (corsa, ciclismo, sci di fondo ecc.) e di media intensità (l’allenamento a bassa intensità non è sufficiente).

Chiara Marchionni